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Acqua

Cancro e inquinamento: quale relazione esiste?

Un articolo veramente interessante, anche se decisamente inquietante.

Cito:

“Ma quali misure si possono adottare per limitare i danni dell’inquinamento? I cittadini si credono talvolta impotenti di fronte a questo tema ma invece sono proprio loro a poter cambiare la situazione con scelte consapevoli, a partire dagli acquisti piccoli o grandi di tutti i giorni. I nostri consumi possono modificare il mercato e nello stesso tempo costringere le aziende produttrici a essere veramente ecosostenibili…”

Non mi sembra il caso di commentare.

Ancora:
“Ci sono poi semplici regole che ognuno di noi può seguire a casa propria per fare prevenzione ambientale – dall’utilizzo di bottiglie d’acqua in vetro anziché in plastica ai piccoli accorgimenti per migliorare la qualità e ridurre lo spreco di acqua potabile…”

Di nuovo, no comment. Mi sembra più che chiaro, e da sottoscrivere.

Ancora:

I contaminanti emergenti, ancora poco noti e non identificati nelle normative, rappresentano la sfida attuale della comunità scientifica per la tutela della salute pubblica.

Tra di essi, i sottoprodotti della disinfezione delle acque, i pesticidi, i metaboliti dei composti farmaceutici o i prodotti per la cura personale, spesso usati in eccesso, scaricati nelle acque reflue o tra i rifiuti, contaminano cibo e risorse idriche con grave impatto per l’ambiente e per la salute dell’uomo.

Le procedure di analisi di rischio, gli approfondimenti sui cicli di vita di ogni composto e le potenzialità delle soluzioni tecnologiche di controllo consentono di tracciare una strada per identificare le priorità e imporre le risposte necessarie”, sottolinea Vincenzo Belgiorno, Professore Ordinario di Ingegneria Ambientale UNISA.


L’attenzione alla qualità delle acque amplifica la sua portata quando ci si riferisce alle sostanze cancerogene che ne insidiano il loro utilizzo continuo e sicuro in ogni ambito, potabile, civile e industriale.

Una visione che punti all’innovazione può consentire di perseguire la giusta percezione della contaminazione ma può anche ottimizzare l’uso dell’acqua e offrire sistemi tecnologici per la rimozione di tali pericolosissimi contaminanti, mantenendo inalterati gli standard di qualità”, conclude Vito Felice Uricchio, Direttore CNR IRSA.”

Veramente non ho parole da aggiungere. Più chiaro di così…

Tratto da:

https://www.insalutenews.it/…/cancro-e-inquinamento-italia…/

 

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