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Acqua

Chernobil, da nucleare a solare

Un fondamentale passo culturale

 

Cari amici, non vi nascondo che scrivendo questo articolo mi sento molto emozionato.

Quando è successo l’incidente di Chernobil io avevo 19 anni, e lo ricordo ancora con la massima chiarezza.

E adesso, dopo 32 anni, l’area contaminata intorno alla centrale diventerà una centrale fotovoltaica, di dimensioni incredibili…

Si tratta di una cosa sconvolgente. Direi quasi profetica.

L’abbandono di una tecnologia assurda, inconcepibile, disumana, e l’adozione di una rinnovabile…

Ma per prima cosa voglio parlarvi del nucleare.

Per quali motivi il nucleare è così assurdo?

Per molti motivi, non soltanto tecnici.

Parliamo per esempio della sostenibilità economica. Una centrale nucleare richiede un progetto, una costruzione, una manutenzione, uno smaltimento di rifiuti radioattivi, e a fine vita – cioè dopo circa trent’anni – uno smaltimento dell’intero impianto, che messi insieme hanno dei costi a dir poco spropositati.

Fare una centrale nucleare è talmente “conveniente” che nessun privato ci ha mai messo mano, se non con i fondi statali.

E allora, perché costruiamo – e continuiamo a costruire –  centali nucleari?

Per almeno due ottimi motivi.

Da un punto di vista economico, una centrale nucleare è una fabbrica di soldi. Certo, costruirla costa, ma i costi vengono messi a carico dello Stato, mentre i proventi possono facilmente essere spartiti tra amici… In pratica, è uno strumento che si adatta benissimo alla corruzione della politica.

E poi non bisogna dimenticare il lato militare. Costruire centrali nucleari consente di disporre di tecnologie, di impianti e di materiali adatti a produrre bombe atomiche. E si sa, per scopi militari non si bada a spese…

Il colmo dell’assurdità si trova nello smaltimento dei rifiuti radioattivi.

Chi di voi è meno giovane ricorderà gli slogan proclamati ai tempi del referendum sul nucleare. Dicevano addirittura, senza nemmeno vergognarsi, che il nucleare era ecologico, perché non produceva anidride carbonica…

Ma la verità è che ogni anno nel mondo produciamo 12.000 tonnellate di rifiuti radioattivi. Rifiuti che rimangono pericolosi almeno per centomila anni! Ma vi rendete conto di cosa significa? Se fossero stati prodotti ai tempi di Giulio Cesare, o delle piramidi d’Egitto, sarebbero ancora lì, freschi e pericolosi come il primo giorno!

E quanto siano pericolosi ce lo ricorda proprio l’incidente di Chernibil, incidente che è tutt’altro che finito. Due anni fa è stato costruito – con enormi spese – un nuovo sarcofago che racchiude l’intero edificio del reattore esploso; tale sarcofago garantirà cento anni di protezione…E poi?

Non solo; il magma nucleare derivato dalla fusione del nocciolo è ancora lì, caldo a tal punto da fondere tutte le strutture di contenimento… In qualsiasi momento potrebbe entrare in contatto con la falda acquifera, e diffondere dappertutto vapori mortali.

Ma oggi…

Oggi è tempo di festeggiare.

Dimentichiamoci per un momento tutto quello che ho detto finora, e veniamo all’autentico cambio di paradigma che è stato iniziato.

Poco importano i numeri. La prima frazione dell’impianto solare infatti è relativamente piccola, 1 MW; la centrale nucleare era progettata per una potenza 4000 volte più grande. Ma il progetto prevede di arrivare a installare 1,5 GW fotovoltaici, cioè 1500 volte l’impianto attuale, e comunque è proprio il cambio di paradigma la cosa veramente importante.

A forza di sbattere il muso sui cambiamenti climatici, sulla furia della natura che si ribella all’inquinamento selvaggio, finalmente – con una lentezza criminale, a dire il vero – anche la politica, le varie istituzioni mondiali cominciano a capire che siamo su una strada senza uscita.

Adesso è il momento di accelerare.

Adesso bisogna veramente dare un fortissimo impulso a tutto ciò che si raccoglie sotto il comune denominatore di “green economy”.

Adesso, senza più aspettare, occorre sviluppare e applicare su larga scala modelli di sviluppo compatibili con l’ecosistema nel quale viviamo, e al tempo stesso abbiamo bisogno di difenderci dai disastri che abbiamo già realizzato.

E naturalmente in questo quadro assume una particolare rilevanza il ruolo dell’acqua. Una fonte di vita che oggi sempre più spesso diventa fonte di malattie mortali.

Ma questo è un altro discorso… Discorso che – se vuoi – possiamo approfondire insieme.

Basta restare in contatto…

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