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Acqua

Conferenza europea

Terminata la conferenza europea sull’acqua (EU Water Conference di Vienna), quali risultati possiamo ritenere acquisiti?

Il primo, cito dalla pagina

http://www.cirf.org/it/after-eu-water-conference-2018/,

è: “…lo stato dei corpi idrici, dopo il primo ciclo di Piani di Gestione, è rimasto sostanzialmente invariato e gli obiettivi della Direttiva restano lontani.”

Come dire che la qualità delle acque è molto deteriorata.

“E in particolare sull’inquinamento chimico, l’aumento delle conoscenze ha reso evidente quanto resti ancora da fare”

Come già ho affermato più volte, il vero problema oggi è la quantità di sostanze chimiche rilasciate nell’ambiente, e che finiscono nelle falde idriche.

“Purtroppo in diversi Paesi Membri le misure implementate in questo ambito restano del tutto insufficienti. L’Italia rientra certamente tra questi.”

Qui da noi poco viene fatto per garantire realmente la qualità delle acque potabili, a dispetto delle affermazioni di controlli e sicurezza che ci sentiamo fare quotidianamente dalle aziende che gestiscono acquedotti…

“Particolare preoccupazione, in vista della possibile revisione della WFD, hanno destato le istanze di diversi gruppi di interesse e in parte anche di Stati Membri, di intervenire per ridurre il livello di ambizione della Direttiva.”

E qui siamo alle solite.

Rispettare i livelli di inquinamento è difficile e costoso?

Niente paura.

Basta scrivere delle cifre “addomesticate”, e subito – come per magia – l’inquinamento rientra nei parametri…

E la salute della gente?

Chi se ne preoccupa?

 

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