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Acqua

Depurazione di acque reflue colorate con biomasse fungine inattivate

L’industria tessile genera ingenti quantità di reflui colorati, tra i più difficili da trattare a causa della presenza di grandi quantità di solidi sospesi e di sostanze difficilmente biodegradabili.

Purtroppo, non sempre le tecniche impiegate nei trattamenti convenzionali sono efficaci nei confronti di questi reflui. Per tale motivo, in questo settore industriale si rendono sempre più necessari trattamenti efficaci, ecosostenibili e con un buon rapporto costi/benefici.”

 

Come si può vedere, questo articolo sviluppa una tematica di difficile soluzione con un approccio innovativo.

Il che è come dire che i metodi tradizionali di depurazione utilizzati fino ad oggi hanno lasciato passare nell’ambiente ingenti quantità di sostanze tossiche, che sono andate ad accumularsi nei terreni, nelle falde acquifere e nei mari.

 

Negli ultimi decenni, numerosi studi hanno dimostrato che il bioassorbimento può essere una valida alternativa ai metodi tradizionali e alla biodegradazione microbica o enzimatica.

Il bioassorbimento presenta numerosi vantaggi come l’elevata efficienza, i costi contenuti e le buone rese di rimozione di inquinanti anche da grandi volumi di refluo.

Tra i diversi bioassorbenti saggiati nei confronti di coloranti, l’utilizzo delle biomasse inattivate è risultato particolarmente vantaggioso, in quanto queste non risentono della tossicità del refluo, non richiedono nutrienti e non rilasciano nell’ambiente tossine o propaguli riproduttivi.”

Alla fine delle prove è stata valutata la capacità di assorbimento di questa biomassa nei confronti dei coloranti presenti nei reflui ( coloranti acidi, reattivi e diretti). Inoltre, è stata valutata la variazione di COD e dell’ecotossicità dei reflui.”

 

L’articolo spiega in dettaglio le varie prove effettuate, con i relativi risultati; è sicuramente interessante andarli a vedere, ma non sto a citarli.

Per i miei fini divulgativi è sufficiente una valutazione qualitativa: come dicevo sopra, il problema è l’ecotossicità dei reflui. Tossicità che soltanto grazie a queste tecniche innovative si riesce ad abbattere in modo significativo.

Ovviamente, come ogni nuova tecnica, per passare dalla fase di studio all’implementazione su larga scala passano molti anni; perciò oggi di fatto siamo ancora alla fase precedente, che disperde nell’ambiente forti quantità di reflui nocivi.

 

 

Citazioni tratte da

https://iris.unito.it/retrieve/handle/2318/92376/13126/La_Seta_2011-2.pdf

alle pagine 20-23

 

Studio originale

ENVIRONMENTAL BIOTECHNOLOGY
Cunninghamella elegans biomass optimisation for textile wastewater biosorption treatment: an analytical and ecotoxicological approach

(Non posso inserirlo come link, perchè nega l’accesso. Se volete vederlo basta copiare e incollare in Google.)

 

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