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Energie rinnovabili

Energie rinnovabili: un futuro possibile?

Abbiamo visto finora i problemi legati all’inquinamento dell’acqua.

Tali problemi sono legati strettamente all’uso di combustibili fossili – prodotti petroliferi, carbone, gas naturale – che bruciando inquinano.

Infatti producono anidride carbonica, responsabile dell’effetto serra e quindi del riscaldamento globale, e ossidi di azoto e di zolfo, causa prima delle piogge acide.

Vediamo dunque se è proprio necessario continuare a bruciare tali combustibili.

Nel mondo ormai è in atto una vera e propria transizione verso le energie rinnovabili. Si tratta di quelle forme di energia che non inquinano e sono disponibili in quantità illimitata; le più note e diffuse sono l’energia idroelettrica, eolica e solare. Purtroppo però tale transizione non è perseguita con sufficiente consapevolezza ed efficacia in molte parti del mondo, compresa purtroppo la nostra Italia.

L’energia idroelettrica è legata alla presenza di bacini idrici in zone di montagna; perciò è si rinnovabile, ma anche limitata alla consistenza di tali bacini. Lo sfruttamento dell’energia idroelettrica disponibile è praticamente totale, e quindi non lascia spazio ad incrementi significativi.

Al contrario, l’energia del vento e quella del sole sono disponibili in quantità illimitata, in modo diffuso su tutto il pianeta.

Il problema però è che si tratta di energie intermittenti: il sole è disponibile solo di giorno, e solo quando le nuvole non impediscono il passaggio dei raggi solari; il vento soffia in modo un po’ bizzarro, magari con periodi prolungati di calma quasi completa.

Vento e sole sono complementari: infatti nelle giornate perturbate, quando manca il sole, spesso c’è vento. Tuttavia possono esserci periodi più o meno lunghi in cui la richiesta di energia supera la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Fino ad oggi il problema viene risolto bruciando combustibili fossili o nucleari; infatti tali fonti si prestano ad essere facilmente regolate per aumentare o diminuire la produzione, seguendo la richiesta.

Ma questa strada non è ulteriormente sostenibile.

L’inquinamento causato dalle emissioni di gas serra sta producendo già oggi, e sempre più domani, devastazioni di dimensioni mai viste; abbiamo l’assoluta urgenza di eliminare del tutto le emissioni di anidride carbonica.

E la strada da percorrere, in prospettiva, è quella del cosiddetto “STORAGE”: cioè immagazzinare energia quando c’è, per utilizzarla quando manca.

Nel mese di gennaio appena trascorso negli Stati Uniti c’è stata una eccezionale ondata di gelo, che ha richiesto una produzione di energia molto superiore alla norma. Approfittando dei dati raccolti in questa occasione è stato fatto uno studio molto interessante, per calcolare la quantità necessaria di energia da immagazzinare per superare l’emergenza nel caso in cui la produzione fosse esclusivamente da fonti rinnovabili.

Cito dall’articolo, in inglese:

“You would need a lot more batteries in a lot more places,” said Wade Schauer, a research director for Wood Mackenzie Power & Renewables…”

Energy storage is a key piece of the power puzzle as cities, states and supporters of the Green New Deal talk about a transition to 100 percent carbon-free energy sources within a few decades.”

Schauer … views the transition to a mostly carbon-free grid as possible by 2040, with the right combination of policy changes and technological advances. He has a difficult time imagining how it could be done within the 2030 timeframe of the Green New Deal.”

Quest’ultimo paragrafo è veramente allarmante.

Infatti il 2030 è un anno che è stato calcolato come punto di svolta per il clima; se per quella data saremo riusciti a eliminare le emissioni di gas serra riusciremo, forse, a limitare i danni dei cambiamenti climatici.

Ma se una nazione tecnologicamente avanzata come gli Stati Uniti ritiene impossibile ottenere tale risultato, vuol dire che il problema è veramente serio.

Citazioni tratte dall’articolo:

https://insideclimatenews.org/news/20022019/100-percent-renewable-energy-battery-storage-need-worst-case-polar-vortex-wind-solar

 

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